One Step at a Time

2 Apr

thecakerevolutionblog:

amazing as always

Originally posted on Steve McCurry's Blog:

One step at a time is good walking.
- Chinese proverb

INDIA-10640India

Walking shares with making and working that
crucial element of engagement of the body and the mind with the world,
of knowing the world through the body and the body through the world.
- Rebecca Solnit, Wanderlust: A History of Walking

ITALY-10077Italy

UnitedKingdom-10018_blogUnited Kingdom

There is nothing like walking to get the feel of a country. 
A fine landscape is like a piece of music; it must be taken at the right tempo. 
- Paul Scott Mowrer

NEPAL-10029NF2Nepal

TIBET-10253NF2Tibet

FRANCE-10072France

 Solvitur ambulando
(To solve a problem, walk around)
- St. Jerome

YEMEN-10117, Yemen, 04/1997Yemen

AFGHN-12960Afghanistan

How often have I had this longing for an infinite walk – of going unimpeded,
until the movement of my body as I walk fell into the flight of
streets under my feet – 
until I in my body and the world in its
skin…

View original 205 more words

Addio dieta, ciao Semlor!

2 Mar

“Il re Adolfo Federico di Svezia è morto per problemi legati alla digestione, il giorno 12 febbraio 1771, dopo aver consumato un pasto a base di aragosta, caviale, crauti, aringa affumicata e champagne, il tutto accompagnato da quattordici porzioni di  hetvägg, il dolce preferito del re”

Credetemi quando vi dico che questi dolci  sono buoni da morire! :)

Mardì gras, martedì grasso, chiamatelo come volete, è il giorno dei Semla.

Come ben sapete sto cercando di integrarmi, qui in Svezia, e ho deciso di cominciare da tutte le tradizioni che hanno a che vedere con accendere il forno, cucinare, mangiare, calorie e – in una parola – dimenticare la mia dieta.

Semla (al plurale Semlor) è un dolce con una tradizione lunghissima. All’inizio era solo un panino senza aromi ne ripieni, mangiato il martedì prima del mercoledì delle ceneri, in una tazza di latte caldo.

Poi è arrivata la crema, e al giorno d’oggi i semlor si trovano dappertutto, da subito dopo Natale, fino a Pasqua, e la tradizione della tazza di latte (hetvägg…vi ricordate di Re Adolfo Federico di Svezia?!sta sparendo.

In media, ogni svedese consuma 5 semlor acquistati in pasticceria, e in più ne prepara a casa. 

Questa è una ricetta adattata da quella di  Call me cupcake 

Ingredienti per l’impasto:

  • 380 gr. farina + 50 per spolverare il tavolo
  • 25 gr. lievito fresco di birra
  • 80 gr. burro
  • 250 gr. latte
  • 25 gr. cardamomo in polvere
  • 35 gr. zucchero
  •  1 pizzico di sale
  • 1 uovo e un cucchiaio di latte per dorare

Metodo

In un pentolino, fondere il burro e aggiungere il cardamomo, per cominciare a liberare i profumi. Aggiungere il latte freddo e controllare la temperatura: riscaldare o far freddare, fino ad arrivare ad una temperatura di  30° C.

In una ciotola capiente sbriciolare il lievito, aggiungere il mix di latte e burro e mescolare fino a dissolvere il lievito. Aggiungere lo zucchero e metà della farina, poi il sale e la restante farina. mescolare bene e trasferire sul tavolo infarinato. Continuare ad impastare fino ad avere un impasto liscio, aggiungendo gradualmente gli extra 50 gr. di farina solo se vedete che ne avete bisogno. Dovrete comunque ottenere un impasto molto morbido, o rischierete di ottenere dei panini duri e secchi.

Formate delle palline di circa 70 gr. per un semla di dimensioni regolari. Fate attenzione che non ci sia farina sul tavolo, o non riuscirete a lisciare le palline. Spingete verso il tavolo con la mano a coppa, e muovete  la mano nel verso che preferite (io di solito vado in senso orario), così:

Lasciate lievitare, coperti da un panno pulito, direttamente sulla placca con carta da forno, per un’ora o finché non siano duplicati di dimensioni.

Riscaldate il forno a 225° C e dorate con un pennello i panini. Infornate per circa 10 minuti, se avete realizzato delle palline da 70 gr.

Mentre cuociono, preparate il ripieno:

Per la chantilly

  • 550 gr. panna da montare
  • 30 gr. zucchero a velo
  • 4 gr. vaniglia in polvere (quella nera) o i grani di 1 bacca di vaniglia

Montate insieme gli ingredienti fino ad avere una consistenza soda.

Per la crema di mandorle

  • 400 gr. pasta di mandorle
  • latte q.b (io ne ho usato circa mezzo bicchiere, ma dipenderà dalla pasta di mandorle che utilizzerete)

Se usate una planetaria, impastate la pasta di mandorle a velocità bassa aggiungendo il latte poco alla volta. Se invece procedete a mano, fatelo con una forchetta. All’inizio sembrerà un gran pasticcio, ma continuate a mescolare e vedrete che verrà benissimo. Non aggiungete troppo latte, si fa sempre in tempo ad aggiungere, ma se ne mettete troppo non c’è modo di toglierlo!

Una volta che i panini sono cotti, fateli freddare, poi tagliate la sommità con un coltello da pane e svuotateli con le dita, così:

Mescolate gli scarti dei panini alla crema di mandorle.

Riempite i panini con la crema di mandorle e poi aggiungete la chantilly alla vaniglia, con un sac à poche oppure con un cucchiaio per un risultato più rustico (come ho fatto io)

Rimettete “il cappello” e spolverate con lo zucchero a velo.

Buona merenda!

Goodbye diet, hello Semlor!

2 Mar

“King Adolf Frederick of Sweden died of digestion problems on February 12, 1771 after consuming a meal consisting of lobster, caviar, sauerkraut, smoked herring and champagne, which was topped off by fourteen helpings of hetvägg, the king’s favorite dessert.”

Believe me when I say that these things are to die for! :)

Mardì gras, fat tuesday, however you want to call it, it’s Semla day. As you know by now, I’m trying to fit in my new home, so I’ll start by all sort of tradition that involves, baking, calories, eating, and – oh boy- forgetting about my diet.

Semla (plural Semlor) has a very old history. Traditionally, it was only a plain bun eaten on Shrove tuesday, from a bowl of hot milk.

Then the cream came in, and nowadays semlor are available from right after Christmas until Easter, and the tradition of the hot milk bowl (hetvägg…remember King Adolf Frederick of Sweden?) is disappearing.

Each Swede consumes on average five bakery-produced semlor each year, in addition to all those that are homemade. 

This is a recipe is adapted from the Call me cupcake one. 

Ingredients for the dough:

  • 380 gr. flour + 50 gr. for dusting
  • 25 gr. fresh yeast
  • 80 gr. butter
  • 250 gr. milk
  • 25 gr. ground cardamom
  • 35 gr. sugar
  • a pinch of salt
  • 1 egg and a splash of milk to brush

Method: 

In a saucepan, melt the butter and add the cardamom, to help release the flavour. Add the cold milk and check the temperature. Reheat or let cool until it reaches 30°C.  In a big bowl, crumb the yeast, pour over the milk and butter mix and stir until dissolved. Then add the sugar, half of the flour and mix a little. At this point add the salt and the rest of the flour. Move onto a floured surface and work until smooth, gradually incorporating the extra 50 gr. of flour, if you see that you need them. Make sure you end up with a very soft dough, or it will result in hard and dry buns.

Make balls of about 70 gr. for a regular size semla, making sure there is no flour on the table (otherwise they will never smooth) by pushing them towards the table and rolling them under your hand like so:

Now let proof on the oven tray with baking paper, covered, for about 1 hour or until they double in size.

Heat the oven at 225 °C, brush your buns with the beaten and and milk and bake for about 10 minutes, if they are 70 gr. in size.

While they cook prepare the filling:

For the chantilly:

  • 550 gr. heavy cream
  • 30 gr. icing sugar
  • 4 gr. vanilla powder (the black stuff) or the grains of 1 vanilla bean

Simply whip together all the ingredients until you get a firm consistency.

For the almond cream

  • 400 gr. almond paste
  • milk to smooth (I used about 1/2 a glass, but it will depend on the almond paste you use)

If you use a mixer, then mix the almond paste on low speed and add the milk, gradually, until you get a creamy and smooth consistency. If you are doing this by hand, start smoothing it with a fork. At the beginning it will look like a mess, but if you keep adding the milk little by little it will come together really well. Don’t add too much milk: remember that there is always time to add more, but when you add too much, there’s no way to take it back!

Once that the buns are cooked, let cool, then cut the top with a bread knife and make a whole in the center with your fingers, like so:

Put the “waste” of the bun in the almond cream and mix.

Now fill the bun with the almond cream and then add the whipped cream, either with a piping bag or with a spoon, like I did, for a more rustic look.

Put the hats back on, and dust with icing sugar.

Enjoy!

Festa del Pancake? Si, grazie!

27 Feb

Sapevate che il 4 marzo è la festa del pancake?

O meglio, sapevate dell’esistenza di questo giorno?

Che siano all’americana, oppure le francesi crêpes o la loro versione salata, le galettes, di queste golose frittelle non ce n’è mai abbastanza e io già mi vedo a cuocerle, far saltare tripli salti mortali, e meglio ancora mangiarle, per dare la giusta importanza al loro giorno dell’anno!

Ungete le padelle, arrivano le ricette!

Se non avete ancora provato la mia ricetta dei pancakes americani, la potete trovare qui.

Questa è la miglior ricetta che abbia mai trovato, quindi inutile cercare altrove.

Per quanto riguarda invece le crêpes, provate questa:

Ingredienti:

Photo credits: Roger Ferrer Ibáñez, Flickr.

  • 380 gr. farina setacciata
  • 15 gr. sale
  • 80 gr. zucchero
  • 1 lt. latte
  • 100 gr. burro fuso
  • 6 uova

Metodo:

Semplicemente, setacciate la farina in una ciotola. Aggiungete il sale e lo zucchero. Incorporate con una frusta le uova leggermente sbattute, poi il burro e pian piano il latte. Cuocete in una padella molto calda e leggermente imburrata, formando dei dischi molto sottili, avendo cura di imburrare sempre la padella fra una crêpe e l’altra. Coprite quelle già cotte con un panno pulito, mentre finite di cuocerle tutte, e poi servite con marmellata, caramello al burro salato ( = paradiso), crema al cioccolato, oppure semplicemente zucchero e burro o succo di limone. Insomma, comunque vada, sarà un successo.

Adesso, le Galettes.

Le galettes sono le sorelle salate delle  crêpes, preparate con farina di grano saraceno e tipiche della Bretagna.  Le potete farcire con prosciutto cotto, formaggio, uova, guanciale a dadini, pesce…insomma, davvero di tutto, ma se volte provarne una versione classica, preparate la galette complète, con prosciutto cotto, formaggio e uovo, piegata come quella nella foto.

Ecco cosa vi serve per prepararle:

Photo credit: Yuichi Sakuraba, Flickr.

Ingredienti:

  • 300 gr. farina di grano saraceno
  • 8 gr. (2 cucchiaini) sale
  • 1 uovo intero
  • 650/700 gr. acqua fredda

Metodo:

Seguite lo stesso procedimento delle crêpes dolci: Setacciate la farina in una ciotola, aggiungete il sale e poi via via gli ingredienti liquidi, con l’aiuto di una frusta. 

Questa ricetta ha bisogno di riposare in frigo per circa 1 ora prima di cuocere.

Buona festa del pancake, e buon divertimento! :)

Pancake day? Yes, please!

27 Feb

Did you know that pancake day this year will be on the 4th March?

Actually, did you know that there was such a day at all?

Whether is american pancakes or french crêpes or their savoury alternative, the galette, they are amazing, I love them, and I can already see my self cooking, flipping and most importantly, eating them, to celebrate properly pancake day!

Bring on the greased pans, here are the recipes!

If you didn’t try my recipe for american pancakes yet, you can fin it here.

This is the best recipe I’ve tried so far, so there’s no need to look any further.

As for the crêpes, try this one:

Ingredients:

Photo credits: Roger Ferrer Ibáñez, Flickr.

  • 380 gr. sifted flour
  • 15 gr. salt
  • 80 gr. sugar
  • 1 lt. milk
  • 100 gr. melted butter
  • 6 eggs

Method:

Simply sift the flour in a bowl and add the salt and the sugar. Add the eggs lightly beaten and stir with a whisk. Pour in the butter and little by little add also the milk. Cook on a very hot greased pan, making them very thin by rotating the pan with your wrist, paying attention to grease it after every crêpe you cook. I generally do so by spreading a little butter with a piece of kitchen paper towel, as, because the pan is so hot, the butter can burn really fast if placed directly in the pan.

Cover with a cloth the ready ones while you finish cooking and serve with jam, salted butter caramel (heaven), chocolate spread, or even just sugar and butter, or lemon juice. I mean, whatever you do, you can’t go wrong.

Now, for the Galettes. The galettes are the buckwheat version of the crêpes, they are savoury, and typical from the region of Brittany.

You can fill them with ham, cheese, egg, bacon, fish…..just anything really, but if you want to try a traditional one, try the galette complète, with ham, cheese and egg and fold it like the one pictured.

Here is what you need to prepare the mix:

Photo credit: Yuichi Sakuraba, Flickr.

Ingredients:

  • 300 gr. buckwheat flour
  • 8 gr. (2 tsp.) salt
  • 1 whole egg
  • 650/700 gr. cold water

Method:

Follow the same instructions as for the sweet crêpes: Sift the flour in a bowl, mix with the salt and then slowly start add the liquid ingredients.

This recipe needs to rest in the fridge for about 1 hour before cooking.

Enjoy pancake day and happy flipping! :)

Bloggalline get to Sweden!

20 Feb

Some time ago I made the request to get admitted to this group of bloggers called Bloggalline. I like the name right away, “gallina” in italian means chicken, or better the female of the chicken….what do you call that in English again? Well anyway, back in Italy, with some girlfriends, we call each other that way, so I though I would have loved to be a part of it!

I went on their site and read more about them, and realized that it is not just about the name, there is so much more I like about this group.

I made the request and then…..I just didn’t think about it anymore! I got busy, I focused on other things…I mean, I forgot! Anyway, long story short, I checked today and I can announce I am proudly a Bloggallina my self!

I am happy, as projects like this one, that bring together people with the same ethic and believes, make you feel like that distances don’t matter after all, even if you live abroad like me.

I already feel 100% Bloggallina! 

I know the website is in italian, but if you feel like it, take a look at this, you might understand better what I am talking about!

 bwok bwok bwooook, 

Serena

Bloggalline alla riscossa, anche in Svezia!

20 Feb

Qualche tempo fa avevo fatto la richiesta per aderire al gruppo delle Bloggalline. Mi ha colpito subito il nome perché con alcune mie amiche ci chiamiamo “galline” fra di noi, quindi mi sono sentita chiamata in causa! Sono andata a dare un’occhiata e ho capito che oltre al bellissimo nome c’erano molte altre ragioni per le quali avrei voluto farne parte!

Ho fatto la richiesta….e poi non c’ho pensato più! Non ho avuto il tempo, mi sono lasciata prendere dagli impegni…insomma,per farvela breve, oggi sono andata a controllare e posso annunciare di essere ufficialmente una Bloggallina anche io!

Sono contenta, perché con progetti del genere, che coinvolgono persone con la stessa etica e gli stessi linguaggi,  le distanze si accorciano, anche per chi vive all’estero come me.

Timide, estroverse, dei vulcani di energia, insicure, discrete, confidenti, amiche. Forti là dove non lo aspettavi, bisognose di attenzioni, ferme non si abbattono di fronte agli scherzi del destino, in cerca di supporto. Sanno dirti le parole giuste, ascoltare, rialzarsi dopo una brutta caduta, confrontarsi, dire basta, mettersi in gioco. Apprezzano le bellezze del mondo e della vita, riflettono davanti alle cose brutte. 
Non cedono all’età, al mondo, agli eventi. Fanno tesoro dei momenti speciali, sono sincere, cercano l’armonia. Condividono la gioia e il dolore senza chiedere nulla in cambio, solamente perché vogliono. Amano, scherzano, si scoprono nei punti deboli per farsi accarezzare dalle parole dolci di un’amica. Gioiscono come se il successo fosse il loro. Raccontano come se ti avessero voluto lì con te. Si informano come se ti conoscessero da sempre.”

Mi sento già 100% Bloggallina! 

Coccodè,

Serena

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Genteel arts, luxurious recipes, etiquette, deportment and many other things we're no longer taught (also long rants on why).

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